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Paura Hantavirus a Napoli: napoletano in quarantena dal volo con la morta
Un giovane di Torre del Greco è in quarantena a casa sua. Era sul volo KLM da Johannesburg ad Amsterdam con una donna olandese morta per Hantavirus.
La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno nelle strade affollate del golfo. Il napoletano, originario proprio di Torre del Greco, fa parte dei quattro italiani monitorati dal Ministero della Salute. La donna, 69 anni, è deceduta il 2 maggio dopo il contagio contratto in Argentina.
Regione Campania ha attivato la sorveglianza sanitaria. Asl, Cotugno e Istituto Zooprofilattico di Portici sono in allerta. Lui sta bene, nessun sintomo. Sono passati oltre 15 giorni dal volo del 24 aprile.
Le calli di Torre del Greco, tra il Vesuvio e il mare, ora sembrano più silenziose. I residenti parlano. Qualcuno si guarda intorno con sospetto, pensando ai topi nelle discariche lontane.
“Non siamo in condizioni di emergenza – spiega Giuseppe Iovane, direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – ma di livelli di rischio basso. L’isolamento è una precauzione. L’incubazione è di circa 4 settimane”.
Il contagio? Probabile durante l’imbarco, non ravvicinato. Tutto parte da una crociera in Argentina. Una coppia olandese, birdwatching in una discarica con roditori infetti. Sei casi accertati finora.
In Italia, quattro contatti asintomatici. Lui in Campania, un altro in Calabria. Gli stranieri a Padova e Firenze. Laboratori pronti per analisi rapide.
Napoli sa cosa significa allerta sanitaria. Le piazze brulicanti, i mercati di Posillipo o Mergellina, dove un virus esotico fa drizzare le antenne. L’Hantavirus Andes si trasmette con contatti stretti, ma qui è solo vigilanza.
Sintomi? Febbre, malessere, poi problemi polmonari. Nessun roditore infetto segnalato in Campania. Ma il monitoraggio continua.
E se i giorni passassero senza nulla? O se un colpo di tosse cambiasse tutto? A Torre del Greco, in attesa, gli occhi sono puntati.
