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Napoli sotto choc: 200mila euro in gioielli per evitare perquisizione, era truffa
Una nonnina di ottant’anni nella Penisola Sorrentina ha consegnato 200mila euro di gioielli a un finto carabiniere. Paura di una perquisizione domiciliare, le ha detto lui.
La donna ha aperto la porta senza sospetti. L’uomo, un 37enne di Qualiano, si è presentato con fare ufficiale. “Signora, c’è un’indagine per droga in casa sua. Consegni i gioielli e evitiamo il blitz”, le avrebbe sussurrato.
Terrore puro. Lei, sola nel suo appartamento vista mare, ha radunato collane, anelli e bracciali di famiglia. Valore: 200mila euro. Lui ha arraffato tutto e sparito nel traffico della costiera.
I carabinieri di Sorrento, allertati dai familiari, hanno messo insieme i pezzi. Telecamere di sorveglianza, testimoni oculari. Il truffatore è stato pizzicato e chiuso in cella.
Ieri sera, notifica in carcere dell’ordinanza di convalida del fermo. Accuse pesanti: rapina aggravata, sostituzione di persona, truffa ai danni di anziani.
“È un copione da manuale delle baby gang del litorale – spiega il capitano dei carabinieri di Sorrento, Antonio Esposito – Ma stavolta l’abbiamo fermato prima che colpisse ancora”.
Qualiano brulica di voci. Quartiere operaio ai margini di Napoli, dove le notizie di questo genere fanno drizzare le antenne. La nonnina è sotto choc, ma ha collaborato subito.
La Procura di Torre Annunziata indaga. C’è un complice? O è un lupo solitario?
Intanto, a Napoli e dintorni, gli appelli si moltiplicano. Quante nonne cascano in queste trappole? E se il prossimo fosse dietro l’angolo della tua via?
