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Napoli, scandalo al Bracco: onorevole, poeta e signora sul palco
Napoli non dorme mai, e al Teatro Bracco, nel cuore pulsante del Rione Sanità, una commedia degli anni ’30 sta scuotendo le coscienze come un fulmine a ciel sereno.
“L’onorevole, il poeta e la signora” di Aldo De Benedetti è tornata in scena, e il pubblico napoletano ride, ma con l’amaro in bocca. Parla di corruzione, di potere che si compra con sorrisi e promesse, di una signora che mescola tutto in un calderone di ipocrisie. Proprio qui, tra i vicoli stretti e i murales di San Gennaro, dove la politica è pane quotidiano.
La sala era gremita ieri sera. Risate che esplodevano come petardi, ma sguardi tesi. L’onorevole sul palco, con la sua cravatta storta e le mani che gesticolano troppo, sembrava uscito da un consiglio comunale di questi tempi.
“È come guardarsi allo specchio, fa ridere ma ti lascia un nodo allo stomaco”, ci dice Maria, 52 anni, casalinga del quartiere. “A Napoli sappiamo bene cosa significa un onorevole che promette mari e monti”.
De Benedetti scrisse questo testo nel 1932, ma a sentirlo recitare da questi attori napoletani – nomi come Gino Rivieccio alla regia – pare scritto ieri. Il poeta idealista, la signora intrigante: personaggi che danzano sul filo della moralità, proprio mentre fuori dal Bracco la città ribolle di notizie su appalti e favoritismi.
Il Rione Sanità trattiene il fiato. Qui, tra palazzi storici e panni stesi, la gente conosce il prezzo delle illusioni. Lo spettacolo punge la pancia della politica italiana, quella che passa per le strade di Napoli senza fermarsi mai.
E mentre le luci si abbassano, il dibattito infuria nei corridoi del teatro. Chi è l’onorevole oggi? E la signora, è ancora tra noi? La commedia finisce, ma le domande no. Napoli aspetta risposte, o almeno altre risate che facciano male.
