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Inquinamento falde spaventa Caserta: Asl rassicura, rubinetti sicuri
Panico nelle case campane: l’acqua del rubinetto è sicura? L’Asl di Caserta frena l’allarme dopo i dati choc dell’Università Federico II su falde inquinate.
Concentrazioni oltre i limiti di tricloroetilene e tetracloroetilene, sostanze cancerogene. Parliamo di acque sotterranee in quattro province su cinque della Campania, dal cuore di Napoli ad Acerra, fino a Villa Literno nella Terra dei Fuochi.
Il terrore si è diffuso come un incendio tra i vicoli e i palazzi popolari. Famiglie che fissano il rubinetto con sospetto, madri che esitano prima di riempire il biberon.
Ma l’Asl rompe gli indugi con una nota ufficiale. «La situazione è sotto stretto controllo tecnico e non sussiste alcun motivo di allarme per la popolazione. I superamenti riguardano le acque profonde, non la rete idrica potabile che resta monitorata e sicura», spiega l’azienda sanitaria da via Unità Italiana.
A Villa Literno, comune sotto i riflettori, è scattato un protocollo di sorveglianza speciale. Misure precauzionali che l’Asl definisce “di eccellenza”. Le analisi coprono il triennio 2023-2025, con fari puntati su zone storicamente martoriate da sversamenti industriali.
Non solo rassicurazioni. Parte un programma sperimentale gratuito per i residenti. Screening di salute per mappare i rischi e tutelare il territorio. Un passo concreto in un’area che porta ancora le cicatrici della Terra dei Fuochi.
I cittadini di Acerra e dei quartieri limitrofi a Napoli attendono risposte rapide. L’urgenza è palpabile nelle piazze, nei mercati rionali. Ma basteranno questi controlli a spegnere le paure? E se le falde inquinante salissero in superficie? La tensione resta alta.
