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Napoli, terrore a Portamedia: 7 arresti per gli spari di febbraio
Napoli, cuore pulsante di Portamedina. Sette arresti per il conflitto a fuoco che ha fatto tremare le stradine del centro storico: tra loro il figlio della tiktoker Rita De Crescenzo.
La Squadra Mobile ha colpito duro. Stamane l’ordinanza cautelare per tentato omicidio, porto illegale di armi. Tutto parte da quella notte del 26 giugno 2025. Motocicli che sfrecciano, inseguimenti folli. Un gruppo armato spara contro un giovane su scooter. Colpi secchi, eco tra i palazzi.
La madre lo annuncia per prima sui social. Un video che rimbalza ovunque. “Mio figlio è innocente”, dice tra le lacrime. Ma gli investigatori non mollano. Gravi indizi contro sette ragazzi, alcuni minorenni all’epoca. Azioni per uccidere, fallite per puro caso.
Non è un episodio isolato. Tutto legato all’accoltellamento di febbraio, Vico Montesanto. Lì il figlio di Rita finisce ferito. Gruppi rivali, ritorsioni infinite. La vittima di giugno? Arrestata pure lei. Accuse di armi e lesioni.
Perquisizioni al fulmicotone. Commissariati di San Ferdinando, Montecalvario, Dante. Cani antidroga, drone in cielo, elicottero. Un chilo di marijuana sequestrato, dosi pronte. Uno degli indagati prova a buttarla via, invano.
“Queste bande di giovani usano metodi da camorra per controllare il territorio”, spiega un alto dirigente della Mobile. “Generano terrore, allarme sociale. Non possiamo permettere che Napoli diventi un far west”.
Le stradine di Portamedina ancora odorano di polvere da sparo. Indagini aperte. Chi c’è dietro questa spirale? I ragazzi escono di scena o la faida riprende? La città trattiene il fiato.
