Editoriale
Napoli in subbuglio, Poggi difende Sempio: «Mai visto video con Chiara»
Pavia, choc nell’inchiesta sul delitto di Garlasco: Marco Poggi, fratello di Chiara, difende l’amico indagato Andrea Sempio. “Non credo alla sua colpevolezza”, ha tagliato corto davanti ai pm.
L’interrogatorio è durato due ore filate. Nella Procura di Pavia, Marco ha respinto ogni dubbio. Gli inquirenti gli hanno sbattuto in faccia il Dna sotto le unghie della sorella, compatibile con Sempio. Lui niente: non ci sta.
Parla di video intimi sul pc di casa? Mai visti, giura. Quei filmini con Alberto Stasi, l’ex condannato per l’omicidio del 13 agosto 2007. E Sempio? Solo un amico d’infanzia, dice Marco. Niente di più.
I pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano non mollano. “Abbiamo elementi robusti”, avrebbero insistito. Dna misto sulle unghie, profilo Y paterno di Sempio. E l’impronta 33 sulla scala verso la cantina di via Pascoli. Quella palmare non insanguinata, attribuita all’indagato.
Marco ha letto le carte. La perizia di Denise Albani parla chiaro: tracce parziali, aplotipiche. Probabilità da moderata a forte, ma niente identifica un colpevole certo. Contaminazione? Trasferimento? Impossibile dirlo oggi.
Gli hanno fatto ascoltare audio di Sempio che parla da solo. Agli atti dell’inchiesta. Intanto, l’indagato 38enne è stato convocato lo stesso giorno. Blindati arrivi e uscite, ordine del procuratore Fabio Napoleone. Niente记者, niente telecamere.
La villetta di Garlasco trema ancora. Quel corpo in cantina, 17 anni fa. Crudeltà, movente sessuale: l’ipotesi contro Sempio è pesante. Ma il fratello della vittima dubita. E il Dna? L’impronta? Basteranno in aula?
La palla passa a Sempio. Cosa dirà lui? L’inchiesta stringe la morsa. Garlasco aspetta risposte.
