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Napoli sotto choc: scommesse clan per camorra, carcere dal giudice supremo
La Cassazione sbatte la porta in faccia al coletattore del clan Licciardi: carcere confermato per le scommesse illegali che ingrassano la camorra di Secondigliano.
Napoli non dorme. I Carabinieri di Castello di Cisterna hanno smantellato la rete nel 2023. Piattaforme online con server all’estero. Agenzie fisiche sparse in provincia. Tutto per aggirare l’Agenzia delle Dogane. Profitti milionari dritti nelle tasche dei Licciardi.
Al centro, lui. Figlio di un boss storico. Il “collettore” che va a riscuotere. Intercettazioni telefoniche lo inchiodano. Conversazioni chiare, senza giri di parole.
«Quel denaro non era per debiti privati, ma proventi delle scommesse per il clan», emerge nitido dalle captazioni ambientali, come spiegano gli inquirenti.
La Cassazione non ha dubbi. L’impianto del Tribunale del Riesame è solido. Basta una “probabilità qualificata di colpevolezza” in fase cautelare. Logica ferrea. Il ricorso? Rigettato. Spese processuali a suo carico.
Secondigliano tiene il fiato. Le scommesse illegali restano un polmone per l’Alleanza. Quante altre mani reclamano quattrini nell’ombra? E chi le ferma davvero?
