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Procuratore Fragliasso scatena il caos: si dimette il sindaco di Torre Annunziata
Durissimo scontro a Torre Annunziata. Palazzo Fienga, il mostro di cemento abusivo che da decenni sfida la legalità, inizia a crollare sotto le ruspe. E il sindaco si dimette.
È successo tutto in poche ore. Le pale meccaniche ruggiscono nel cuore di via Ripa di Cassano. La folla si accalca, occhi fissi sulle macerie. Atmosfera elettrica in questa periferia vesuviana, dove la camorra ha sempre messo le radici.
Il procuratore Nunzio Fragliasso non le manda a dire. Durante un vertice in Procura, punta il dito contro l’amministrazione comunale. “Hanno dormito per anni su Palazzo Fienga – tuona –. Oggi le ruspe partono grazie alla giustizia, non grazie a loro”.
Parole che pesano come macigni. Il sindaco Corrado Cuccurullo, eletto solo da mesi, non regge il colpo. Alle 17 in punto, protocollo alla mano, consegna le dimissioni al Prefetto. “Prendo atto delle responsabilità – spiega in una nota scarna –. Passo il testimone”.
Torre Annunziata trattiene il fiato. Le ruspe continuano a lavorare senza sosta. Poliziotti e carabinieri presidiano l’area, barricate alte contro i curiosi. Qualcuno tra la gente mormora: “Era ora, ma chi paga i ritardi?”.
Palazzo Fienga non è solo cemento. È storia di abusivismo selvaggio, sequestri camorristici, processi infiniti. Simbolo di un quartiere dove il Vesuvio scruta e la legge arranca.
Fragliasso aveva già avvertito: “Basta rinvii”. E ora? Il Comune commissariato precipita nel caos. Consiglieri in subbuglio, opposizioni che fiutano sangue.
Le ruspe macinano. Ma la polvere si alza ancora. Chi ripulirà davvero Torre Annunziata? E le dimissioni bastano a spegnere le polemiche? La città aspetta, con il fiato sospeso.
