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Torre Annunziata trema: sequestrati cantieri navali per gravi irregolarità ambientali
Blitz all’alba a Torre Annunziata: due cantieri navali sigillati per inquinamento. Reflui tossici e emissioni illegali, il fiume Sarno di nuovo sotto accusa.
Ieri mattina, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno piombato DF Nautica e Costruzioni Navali Meridionali. Duemila metri quadrati ciascuno, in pieno cuore oplontino. L’ARPAC ha fornito il supporto tecnico. Le ispezioni non lasciano dubbi: attività senza autorizzazioni ambientali.
Le imbarcazioni venivano rimessate e lavorate, ma i reflui industriali finivano dritti nel suolo. Acque di dilavamento da aree interne ed esterne, senza sistemi di raccolta per la prima pioggia. Emissioni in atmosfera fuori controllo. Violazioni agli articoli 124, 137 e 279 del decreto 152 del 2006.
Il sequestro preventivo è scattato d’urgenza. Cinquemila metri quadrati fermi, per bloccare danni peggiori al territorio. “Abbiamo visto liquidi scorrere liberi verso il Sarno, un rischio immediato per il mare e i cittadini”, spiega il maresciallo dei Carabinieri, al termine del blitz.
L’operazione fa parte delle indagini della Procura di Torre Annunziata sull’inquinamento del Sarno. Controlli capillari lungo la costiera sorrentina, per salvare quel mare che i napoletani amano e temono. Tutto nel protocollo del dicembre 2025, tra procure di Avellino, Nocera, Torre Annunziata e organi di polizia.
Torre Annunziata trattiene il fiato. Quartiere operaio, stretto tra industrie e il golfo. I cantieri erano linfa per decine di famiglie. Ora? Silenzio forzato. Chi pagherà? Il Sarno smetterà di avvelenarsi? I lettori lo sanno: qui, ogni goccia conta.
