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Terrore al Cala la Pasta: «Hai finito di vivere», clan Contini su Instagram
“Sarebbe stato meglio se ti fossi fatto i cazzi tuoi”. “Stai attento”. “Hai finito di vivere, amore”. Messaggi come questi, crudi e in dialetto sgrammaticato, sono piombati su Instagram contro Raffaele Del Gaudio, titolare del ristorante Cala la Pasta a Napoli.
Teatro di un raid violento il 15 maggio 2022. Vetri infranti, caos nel cuore pulsante della città. Ora le indagini svelano l’ombra dietro quelle minacce.
Un 24enne, legato al gruppo “dei Porticati” del clan Contini. Presunto fedelissimo di Patrizio Bosti junior, 22 anni, nipote del capoclan e figlio del ras Ettore, e del coetaneo Giorgio Marasco.
I messaggi non erano solo privati. Insulti pubblici sotto i post del ristorante. Un piatto di gnocchi? “Questo pentito”, la tipica accusa da strada per chi osa parlare con la polizia.
Gli investigatori ci sono arrivati per tracce digitali. Profilo falso, ma email col suo nome vero. Numero di telefono della madre, usato da lui. Tracce che non mentono nelle strade di Napoli.
Il pm lo accusa di minaccia aggravata. Il gip però ha respinto le misure cautelari. Libero, per ora.
Raffaele Del Gaudio non si è arreso. Ha denunciato tutto. “Quei messaggi mi hanno gelato il sangue”, ci confida un testimone vicino al locale, voce tremante per l’urgenza che aleggia in città.
Napoli tiene il fiato. I Porticati, nuove leve del clan Contini, sotto i riflettori con sei arresti recenti per spaccio, rapine, armi.
Bosti junior in carcere, guida del gruppo. Ma questo 24enne gira ancora. Le minacce continuano a ronzare nei social, eco di un quartiere che non dorme.
Cosa nasconde ancora l’inchiesta? E se altri profili anonimi stessero mirando ad altri commercianti? La città interroga se stessa.
