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Shock a Poggioreale: droni corrieri con droga e smartphone sequestrati
Napoli, Poggioreale. Due droni ronzano nel buio, carichi di hashish e smartphone. La Polizia Penitenziaria li abbatte prima che lancino il loro veleno oltre le mura.
È successo nelle scorse ore. Agenti vigili sul perimetro del carcere. I dispositivi, pilotati da mani invisibili fuori dalle grate, puntavano dritti al cuore della struttura. Prontezza felina: abbattuti in volo. Recuperati 600 grammi di hashish e tre cellulari, merci proibite che alimentano il caos dentro.
Poggioreale, baluardo nel ventre di Napoli. Qui la criminalità non si arrende. Prova con la tecnologia, droni come corrieri fantasma. Ma gli uomini in divisa dicono stop.
“È una battaglia quotidiana contro l’hi-tech della malavita”, dice Fabio Ciciliano, segretario provinciale USPP. “I nostri ragazzi hanno salvato la sicurezza di tutti, ma servono armi migliori”.
La tensione sale. A Secondigliano, quartiere caldo a due passi, stessi tentativi. Droni notturni con micro-cellulari e sim. Sequestri a raffica, piloti pizzicati dai Carabinieri nelle strade vicine. Indagini che risalgono alle bande esterne.
Napoli sa bene. Le periferie brulicano, le consegne illecite sfidano i muri. Le forze dell’ordine aggiornano protocolli, fiuto e tecnologia contro i velivoli low-cost modificati.
L’USPP tuona: anti-droni urgenti, muri rinforzati, 150 uomini in più. Altrimenti, il rischio dilaga. Per i detenuti, i secondini, la città.
Quanti droni torneranno stanotte su Poggioreale? E chi li manovra dalle ombre di Napoli? La partita è aperta.
