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Shock a Napoli: organi compromessi in trasporto, emergono altri casi dopo Domenico
Un cuore per salvare un bimbo di due anni a Napoli, ma arrivato quasi ghiacciato nel box di trasporto. Sequestrato dalle autorità, scatola al centro di un dramma che ripete errori fatali.
Domenico Caliendo, piccolo paziente del Cardarelli, ha rischiato tutto. L’organo vitale, partito da chissà dove, è atterrato nel caos ospedaliero partenopeo con temperature da freezer. Non un caso isolato, dicono gli esperti.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha vuotato il sacco dopo il vertice al Senato. “Abbiamo appreso di altri reni e organi arrivati compromessi, congelati a -40 gradi per via di ghiaccio estremo”, ha dichiarato a Palazzo Madama. Parole pesanti, pronunciate davanti a senatori e addetti ai lavori.
Avionord, la compagnia che vola organi da Milano, Bergamo e Roma, ha mostrato slide agghiaccianti. Un rene destinato a un trapianto, paralizzato dal freddo eccessivo. Napoli trema, con le sue sale operatorie sotto pressione costante.
Quartieri come Secondigliano o il Rione Sanità sanno bene cosa significa lottare per la vita. Qui, ogni minuto conta. Eppure, scatole in polistirolo e frigo portatili restano la norma. Anacronistici, inadeguati.
Al convegno Aido, organizzata dai senatori Murelli e Melchiorre, si è accesa la miccia. Macchine da perfusione moderne, portatili, non solo conservano ma rigenerano l’organo in volo. Perché non usarle ovunque?
Le norme sul trasporto medico arrancano. Napoli, con il suo traffico infernale e urgenza quotidiana, merita di più. I genitori di Domenico attendono risposte.
E se il prossimo cuore per un bimbo del Sud arrivasse di nuovo a rischio? Chi cambia le regole, prima che sia troppo tardi?
