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Pnrr Giugliano: nastri tagliati, opere fantasma. Viaggio nel vuoto
Pnrr a Giugliano, nastri tagliati e poi il vuoto: viaggio tra le opere realizzate ma non in funzione
Il giorno dell’inaugurazione è sempre uguale. Nastro tirato, forbici, foto, dichiarazioni. Rigenerazione, rilancio, futuro. Poi le luci si spengono. E resta il giorno dopo.
A Giugliano, oggi, è tutto lì. Nel giorno dopo. Perché i numeri parlano chiaro: 20 milioni di euro Pnrr stanziati per il territorio. Opere ultimate, nastri tagliati. Ma deserte. Abbandonate al degrado della periferia nord di Napoli.
Partiamo da Liternum. L’antica città di Virgilio, rinata con un parco urbano da 2 milioni. Inaugurato un anno fa tra fumogeni e applausi. Oggi? Erba alta fino al ginocchio. Panchine divelte. Cancelli arrugginiti. Un residente, Pasquale, 62 anni, commerciante di via Liternum, scuote la testa: “Ce l’avevano promesso come polmone verde per i nostri figli. E invece è una jungla. Vengono le nutrie, pure i topi. Che schifo”.
Pochi chilometri più in là, il campo sportivo di Tesano. Altro fiore all’occhiello Pnrr. 1,5 milioni per spalti, erba sintetica, luci led. Taglio del nastro con il sindaco e i parlamentari. Illusioni di Coppe e sogni giovanili. Ora? Illuminazione spenta da mesi. Campo allagato dalle piogge. Ragazzi del quartiere calciano palloni sgonfi tra le pozzanghere. Urgenza palpabile: qui, tra palazzoni grigi e traffico infernale, uno spazio vivo poteva cambiare tutto.
E non finisce. La ciclo-pista di via Antica Liternum, 800mila euro. Doveva collegare Giugliano al litorale flegreo. Sicura, ecologica. Inaugurata con ciclisti in parata. Oggi è un percorso a ostacoli: asfalto crepato, segnaletica sbiadita, invasa da motorini. Napoli respira quest’aria: promesse Pnrr che svaniscono nel caos urbano, tra terre dei fuochi e emergenze croniche.
I numeri del Comune? Silenzio. Bande da stringere, dicono da Palazzo Mastrangelo. Ma i cittadini non ci stanno. “Dove finiscono i soldi?”, chiede Maria, mamma di tre figli, dal balcone di Lago Patria. “Li paghiamo con le tasse, e nessuno risponde”.
Giugliano tiene il fiato. Opere fantasma in una terra che ne ha bisogno come il pane. Chi riaccenderà le luci? E se il giorno dopo diventa per sempre?
