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Sequestro choc da 8 milioni: imprenditore di Sant’Antimo nei guai
Colpo da 8 milioni a Sant’Antimo: i Carabinieri del Ros piombano sull’imprenditore Antimo Cesaro, fratello dell’ex senatore Luigi.
È successo stamattina, nel cuore dell’hinterland napoletano. Squadre del Raggruppamento Operativo Speciale hanno sigillato tutto. Sei immobili, due terreni tra Napoli e L’Aquila. Quote in società sanitarie ed edili. Conti correnti, polizze assicurative. Tutto intestato a lui e ai familiari. Valore totale: otto milioni di euro.
Sant’Antimo trattiene il fiato. Qui, tra le strade polverose e i palazzi alti, i clan Puca, Verde e Ranucci hanno messo radici profonde. L’inchiesta nasce da “Antemio”, un’operazione tra 2017 e 2020 che ha inchiodato 21 boss e gregari. Associazione mafiosa, estorsioni, corruzione, tentati omicidi. E voto di scambio alle comunali del 2017.
Cesaro al centro. Condannato a 11 anni in primo grado per concorso esterno in mafia e patti elettorali con i boss. I suoi redditi? Troppo magri rispetto al patrimonio. E quel centro polidiagnostico in zona, gestito con mani non sue, secondo gli atti.
“Abbiamo colpito il cuore economico di un sistema radicato”, dice un alto ufficiale del Ros ai cronisti radunati fuori dal comando. “Ogni euro sproporzionato è un segnale da bloccare subito”.
La Dda di Napoli ha chiesto il sequestro preventivo per confisca. Strumento duro, per i beni che puzzano di mafia. Familiari coinvolti come terzi. La città mormora: sanità privata e immobili, settori caldi da queste parti.
Intanto, le porte restano sprangate. Ricorsi in arrivo? I8 milioni salveranno i quartieri o finiranno in un limbo giudiziario? Sant’Antimo guarda, e aspetta mosse.
