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Shock a Mondragone: blitz contro abusivismo e veleni ambientali
Raid a Mondragone, terra di frontiera tra Napoli e Caserta. Polizia Provinciale e Esercito irrompono all’alba, scovando abusivismo e rifiuti tossici nel cuore del litorale domizio.
Venti agenti, guidati dal colonnello Biagio Chiariello, comandante fresco di nomina. Sul campo, anche il II Reggimento dei militari. Obiettivo: smantellare abbandono di immondizia, maltrattamenti su animali, operai in nero. Controlli serrati su officine meccaniche, auto, persone.
Bilancio choc. Ottantadue veicoli passati al setaccio. Quindici identificati. Tre aziende sequestrate. Multe per ventiseimila euro.
Due uomini finiscono dritti in Procura a Santa Maria Capua Vetere. Accuse: violazioni ambientali gravi, detenzione illegale di animali protetti. Creature terrorizzate, liberate e portate in cliniche veterinarie per cure urgenti.
“Abbiamo sorpreso situazioni al limite dell’umano, con animali ridotti a relitti e rifiuti che avvelenano il territorio”, tuona il colonnello Chiariello ai cronisti sul posto.
Non solo. Abusivismo edilizio e commerciale nei vicoli di Mondragone. Locali fatiscenti, a un passo dalle case della gente. Segnalazioni volano ai Comuni: uffici allertati per bonifiche immediate.
Quartieri come questi, a due passi dal caos napoletano, vivono sotto pressione costante. Rifiuti che marciscono, officine che fumano di notte. La paura della gente: e domani?
La Polizia Provinciale di Caserta non molla. Pattuglie sui 104 Comuni, giorno e notte. Ma basterà? O l’illegalità rialzerà la testa nei vicoli? La città trattiene il fiato.
