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Svolta choc a La Sonrisa: Polese ha prove per revocare confisca post sgombero
A Sant’Antonio Abate, nell’area vesuviana a un soffio da Napoli, il Castello delle Cerimonie resiste all’ordine di sgombero. La famiglia Polese non molla: via al blitz legale per bloccare tutto.
Il Comune ha notificato l’ordinanza. Il Grand Hotel La Sonrisa, icona di matrimoni e feste, deve passare al patrimonio pubblico. Ma la difesa, capitanata dal penalista Dario Vannetiello per Immacolata Polese, ha già pronto il contrattacco.
«Non si può escludere la revoca della confisca da parte della Corte di Cassazione», tuona Vannetiello. Il ricorso è già depositato alla Suprema Corte. Punta dritto al cuore del provvedimento che ha scatenato l’iter amministrativo.
Non basta. La prossima settimana, un’istanza di revisione alla Corte di Appello di Roma. Nuove prove in arrivo, elementi inediti che – giurano i legali – potrebbero ribaltare la sentenza di Torre Annunziata.
La tensione sale nei vicoli di Sant’Antonio Abate. Il Comune va avanti con la burocrazia. La proprietà scommette su vizi formali e fatti nuovi per sospendere lo sgombero.
I cittadini guardano. Quartieri interi vivono di questa struttura. E ora? La Cassazione deciderà tutto, o salteranno fuori sorprese che cambiano le carte in tavola?
