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Senato approva: 3 maggio Giornata dei giornalisti uccisi
Napoli non dimentica il sangue versato per una notizia. Giancarlo Siani, crivellato di colpi sul suo scooter a Torre Annunziata 39 anni fa, oggi diventa simbolo di una legge storica.
Il Senato ha dato il via libera all’unanimità. Dal 3 maggio scatterà la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi per il loro mestiere. Un voto che unisce l’Italia intera, da Nord a Sud, trasformando il lutto in difesa della verità.
Non solo una data sul calendario. Stato, Regioni e Comuni organizzeranno cerimonie, convegni, dibattiti. A Napoli, nei vicoli del Vomero o sotto il Vesuvio, si parlerà di libertà di stampa. Quei cronisti caduti contro mafie e dittature meritano di più.
Le scuole entrano in gioco. Università e licei, come il Pansini che ha appena intitolato un’aula a Siani, dedicheranno lezioni all’articolo 21 della Costituzione. Ai ragazzi di Scampia o Posillipo si insegnerà che informare è un diritto, non un rischio mortale.
“È un passo avanti, ma la camorra non si ferma con le leggi. Serve più coraggio sul campo”, dice commossa la sorella di Siani, intervistata a margine del voto.
E poi c’è la rete, il nemico invisibile. Campagne contro l’odio online, le minacce alle giornaliste, gli insulti che colpiscono corpo e mente. A Napoli lo sanno bene: un post velenoso può zittire un’inchiesta come un kalashnikov.
Basterà questa Giornata a proteggere i prossimi Siani? Nei quartieri la gente discute già. E voi, che ne pensate?
