Editoriale
Shock al Rione Triano: clan Russo spacciava droga pure a Torre Annunziata
Napoli sotto scacco. Venti e passa arresti in un blitz che smantella la rete del clan Russo, capace di spargere cocaina e hashish dal Rione Traiano a Torre Annunziata, fino al Nolano e oltreconfine.
La polizia della Squadra Mobile di Napoli, con i pm Woodcock e Toscano della Dda, ha colpito duro. Ordinanza del gip Iaselli: 23 persone in manette, accusate di narcotraffico mafioso. Una macchina oliata che partiva dalla Spagna, passava per la Lombardia e inondava le strade vesuviane.
Non piazze fisse, no. Spaccio itinerante, consegne in auto truccate con vani segreti. Droga che viaggia veloce, elude i posti di blocco. Dal caos del Rione Traiano alle vie di Torre Annunziata, il clan teneva il territorio sotto controllo.
I soldi? Non sparivano. Reinvestiti in un “welfare” criminale. Famiglie di boss detenuti sfamate, omertà garantita. Al vertice Antonio Moccia, Antonio Russo – figlio del boss storico Pasquale – e Demis Ravezzani, l’uomo Spagna. Sotto, Romano, Scala, Tufano. Donne come Anna Tarallo e Anna Tufano contavano i soldi e custodivano la roba.
L’indagine parte nel 2022, da estorsioni del clan Russo. Occhi su una barberia, la “Euphoria”, covo per summit. Intercettazioni toste, cautele estreme: parlavano poco al telefono, tanto di persona. Ma gli investigatori hanno decifrato tutto.
“Abbiamo spezzato la catena logistica, ma il territorio resta caldo”, dice un investigatore della Mobile, ancora con l’adrenalina addosso. Napoli sa bene cosa significa: piazze che non dormono mai.
E ora? Il clan Russo si lecca le ferite o ha già un piano B nascosto tra i vicoli del Nolano? Le famiglie aspettano, la città osserva.
