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Napoli, choc Ascierto: «Melanoma legato a come ti vesti, ecco dove colpisce»
Non è solo la crema solare a salvarci dal melanoma. A Napoli, dove il sole trafigge i vicoli di Spaccanapoli e i balconi di Posillipo, l’abbigliamento diventa la prima trincea contro il killer della pelle.
Paolo Ascierto, direttore dell’Unità Melanoma all’Instituti Tumori Pascale, lo dice chiaro: “C’è una correlazione diretta tra abitudini nell’abbigliamento e localizzazione del cancro della pelle”. Parla da esperto, lui che combatte questa bestia ogni giorno nel cuore della città.
In vista di maggio, il mese della prevenzione, e della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la campagna “Vestiti di…”. Un messaggio semplice: copriti, non fidarti solo della lozione.
Napoli sa bene il dramma. Sole cocente, mare che chiama, ma tumori in aumento. Negli ultimi anni, i casi qui sono esplosi del 30%, tra giovani che sfidano l’afa con magliette scollate e shorts minimali.
“Mi è capitato di vedere lesioni proprio dove la pelle è più esposta”, racconta Maria, 42 anni, infermiera al Pascale e sopravvissuta a un melanoma precoce. “Un cappello, una camicia a maniche lunghe: roba da nulla che salva vite”.
La città freme. Nei mercati di Pignasecca, sui lungomari di Mergellina, la gente chiacchiera già. Ma quanti cambieranno abitudini? Il sole non perdona, e il melanoma colpisce veloce, subdolo.
Ascierto insiste: UV killer, soprattutto tra i palazzi che intrappolano il caldo. La campagna spinge maglie leggere ma coprenti, cappelli larghi, occhiali seri.
E ora? Con l’estate alle porte, Napoli si interroga. Basterà un cambio d’armadio per fermare l’onda? O il rischio crescerà ancora nei nostri quartieri?
