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Perché l’arte napoletana è sparita? Boni svela tutto alla Libreria Raffaello
Napoli, Vomero. In una libreria storica come la Raffaello di via Kerbaker, sta per materializzarsi un viaggio nel cuore perduto dell’arte partenopea. Giovedì 30 aprile, alle 18, Roberto Boni presenta “La diaspora dell’Arte napoletana. Sulle tracce di un patrimonio disperso”.
L’autore, medico internista con quarant’anni di carriera alle spalle, ha lasciato il camice per inseguire quadri e sculture svaniti nel nulla. Opere di maestri napoletani, sparite tra aste internazionali e mani private.
Il Vomero trattiene il fiato. Qui, tra vicoli affacciati sul golfo, Boni rivela piste dimenticate. Da Ribera a Solimena, tesori che hanno lasciato Napoli per non tornare.
“Ho passato notti in bianco a ricostruire aste clandestine e passaggi oscuri”, racconta Boni a CityNews. “Quel patrimonio è nostro, ma è sparso dal Golfo alla California. È ora di riportarlo a casa”.
La Libreria Raffaello, angolo vivo di cultura in via Kerbaker, ospita l’evento con Kairos Edizioni. Napoli freme per queste storie. Quartieri come il Vomero, custodi di memoria, si interrogano: quanti capolavori dormono ancora in soffitte straniere?
Il dibattito infuria già sui social. Chi ha le chiavi di questo scrigno disperso? E se una pista portasse a una scoperta bomba proprio stasera?
