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Terrore a Poggioreale: pistola rovente puntata su testimoni dell’omicidio Cinque
Alle sei del mattino, via dello Scirocco a Poggioreale si sveglia con gli spari. Raffaele Cinque, 50 anni, cade sotto sei o sette colpi di pistola sparati da un commando spietato.
I killer irrompono in casa dopo il campanello. La porta si spalanca con violenza. Cinque vede le pistole, balbetta un “oh oh oh” e prova a scappare. Si cala dal balcone nel cortile interno, ferito all’addome. Ma uno dei sicari lo raggiunge e gli spara alla testa.
Non era solo. Cinque aveva invitato amici per una partita a carte, dalle tre di notte. Gli ospiti assistono impotenti all’irruzione. I killer, faccia a faccia con loro, puntano la pistola rovente. “Se parlate ne pagherete le conseguenze”, ringhiano, prima di dileguarsi.
La Polizia di Stato ha arrestato tre presunti responsabili stamattina. Salvatore e Giuseppe Bove nel commando, Gennaro Ziccardi faceva da palo. L’ordinanza parla chiaro: contrasti per droga e affari illeciti nella zona della Stadera, feudo del gruppo legato ai Contini dell’Alleanza di Secondigliano.
Non è stato un fulmine a ciel sereno. Il 26 dicembre 2023, lo stesso Cinque era stato investito da un’auto in scooter e accoltellato tre volte alla schiena. Lui, invece, avrebbe tentato di uccidere la sorella di Giuseppe Bove.
Poggioreale trattiene il fiato. Intercettazioni confermano le minacce: uno dei testimoni porta ancora la bruciatura vicino all’occhio, segno della canna bollente. Chi proteggerà ora i superstiti? E quante altre armi dormono nei vicoli della Stadera?
