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Napoli sconvolta: Cinque tentò di uccidere sorella Bove prima del suo omicidio
Napoli, rione Stadera. Alle 6 del mattino del 21 gennaio un commando armato fa irruzione in via Dello Scirocco e scarica nove colpi su Raffaele Cinque. Il 50enne, legato al clan Contini, precipita dal balcone della cucina, ma i killer lo finiscono con un colpo alla testa.
La scena è da film noir tra i palazzi grigi del quartiere. Cinque, ferito alla schiena, tenta una fuga disperata. I sicari si affacciano e chiudono i conti a sangue freddo.
Oggi la Squadra Mobile di Napoli stringe la morsa. Tre arresti: Giuseppe Bove, Salvatore Bove e Gennaro Ziccardi, i presunti autori del raid mortale. Blitz a Poggioreale, decine di perquisizioni tra le roccaforti del clan. Droga e armi nel mirino.
Non è stato un fulmine a ciel sereno. Cinque aveva già sfiorato la morte due volte. Il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, un’auto lo centra in scooter al rione Stadera. Poi tre coltellate alla schiena.
Lui risponde con ferocia. Tenta di uccidere la sorella di Giuseppe Bove, uno dei capi finiti in manette. Vendetta su vendetta, in una spirale che non perdona.
La faida infuria dentro il clan Contini, pilastro dell’Alleanza di Secondigliano. Tutto per le piazze di spaccio della Stadera. I Bove, noti come i “Polpetta”, contro Cinque. Soldi e territorio in palio.
“Abbiamo chiuso il cerchio su quei bastardi, ma la tensione resta alta”, dice un investigatore della Mobile al termine del blitz. Napoli trattiene il fiato.
Poggioreale blindato, sirene che echeggiano tra i vicoli. La città sa bene cosa significa: sangue chiama sangue.
E adesso? I Bove parleranno? O la Stadera vedrà altri balconi macchiati di rosso?
