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Terremoto Dell’Utri: a processo per 42 mln di Berlusconi, rinviata anche la moglie
Milano trema per un ritorno in grande stile: Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti rinviati a giudizio per i 42 milioni di euro versati da Silvio Berlusconi.
La gup Giulia Marozzi ha accolto la richiesta del pm Pasquale Addesso. Prima udienza il 9 luglio, seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Soldi che pesano come macigni.
L’inchiesta nasce a Firenze, dalla Dda sulle stragi mafiose del ’93-’94. Ma i giudici toscani, a febbraio 2025, spediscono tutto a Milano. Nessun legame con le bombe, dicono i legali di Dell’Utri.
Al centro, la legge Rognoni-La Torre. Dell’Utri, condannato nel 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa, doveva dichiarare ogni variazione patrimoniale. Quei 42.679.200 euro in bonifici? Non segnalati, accusa la procura. Più reati fiscali nella gestione.
La difesa non ci sta. “Questa vicenda è già stata vagliata da sei autorità giudiziarie, inclusa la Cassazione due volte”, tuonano gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci per Dell’Utri, Tullio Padovani e Lodovica Beduschi per la moglie. “I soldi sono donazioni legittime da un amico. Dimostreremo l’innocenza”.
Berlusconi come donatore generoso, o c’è altro sotto? I milionari flussi post-condanna alimentano il dibattito. Che dirà il giudice il 9 luglio? La città trattiene il fiato.
