Editoriale
Napoli trema: faida spaccio dietro omicidio Raffaele Cinque
Napoli, sangue sulle strade di Poggioreale. La polizia stringe le manette su tre killer per l’omicidio di Raffaele Cinque, freddato a colpi di pistola in un agguato da film dell’orrore.
Era l’alba del 21 gennaio 2024, via Dello Scirocco. Quattro uomini armati irrompono nell’appartamento della vittima. Pistole spianate, sparano senza pietà. Cinque, preso dal panico, si cala dal balcone della cucina. Cade rovinosamente di sotto, già ferito all’addome.
I sicari lo raggiungono. Un colpo alla testa lo finisce. Nove proiettili esplosi, due letali. Il quartiere si sveglia col terrore.
Le indagini della Squadra Mobile hanno inchiodato i presunti esecutori. Tre arresti nella notte, su ordine della Dda napoletana. Accuse pesantissime: omicidio pluriaggravato, metodo mafioso, premeditazione, porto abusivo di armi. Tutti con precedenti da far tremare.
Il movente? La faida dello spaccio nel cuore di Poggioreale. Cinque, legato al clan Contini e alle piazze della Stadera, aveva pestato i piedi alla famiglia Bove, i “Polpetta”, padroni del traffico di droga proprio in via Dello Scirocco. Contrasti per il controllo della droga, tensioni che esplodono in sangue.
“È stato un’esecuzione calcolata, per mandare un messaggio a chi osa sfidare il clan”, spiega un investigatore della Mobile, voz in capitolo sull’inchiesta.
Intanto, Poggioreale si blinda. Perquisizioni casa per casa, all’alba di oggi. Risultati? Elementi probatori che colpiscono le reti dello spaccio. Ma il quarto uomo del commando è ancora là fuori.
La Stadera trattiene il fiato. Quanti altri segreti nasconde via Dello Scirocco? La faida è davvero finita, o è solo una pausa tra un colpo e l’altro?
