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Napoli trema: due agguati ai reduci Lo Russo in soli 48 ore
Napoli trema di nuovo. Due agguati in pochi giorni contro i superstiti del clan Lo Russo: prima Vincenzo, ora il giovane Francesco Musto. Si teme una faida che riparte.
È successo venerdì notte a Scampia, via Labriola. Il diciottenne, nipote dei boss storici di Miano, camminava da solo. Uno sconosciuto lo avvicina. Spara un colpo alla gamba destra. Senza una parola.
Musto finisce al pronto soccorso del Cto, portato da un automobilista di passaggio. I carabinieri del Vomero arrivano subito. Condizioni non gravi, ma ricovero precauzionale. La ferita brucia, come l’aria di Secondigliano in questi giorni.
Pochi giorni prima, Vincenzo Lo Russo, 33 anni, figlio di Domenico, era stato centrato da un raid simile. Due colpi ravvicinati. Napoli nord bolle: rione Berlingieri, Miano, Scampia. I clan avversari stringono il cerchio?
“Non so chi sia stato, non conosco motivi”, ha detto Musto ai militari, con la voce tremante. Lo risentiranno presto. Le indagini scavano nelle sue frequentazioni, nelle parentele. Ipotesi principale: regolamento di conti.
Le forze dell’ordine tengono alta la guardia. “Stiamo verificando ogni pista, la fibrillazione è palpabile”, spiega un investigatore della Compagnia Vomero. Zone calde, occhi ovunque.
Mustò era solo, dice lui. Ma in queste strade, solo non si è mai. I Lo Russo, decimati, sotto assedio. Chi ha premuto il grilletto? E il prossimo colpo, quando arriva?
