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Paura a Porta Capuana: crollo, altri palazzi a rischio. Inchiesta aperta
Crollo a Porta Capuana, palazzi a rischio e un’inchiesta aperta
Un boato assordante squarcia la notte di Napoli. Alle una in punto, in piazza Enrico De Nicola a Porta Capuana, una palazzina di quattro piani crolla su se stessa.
Solo polvere e macerie. Per fortuna lo stabile era disabitato. Nessuna vittima, ma lo spavento corre tra i vicoli stretti del quartiere.
I residenti si precipitano in strada. “Una tragedia annunciata da trent’anni”, sbotta Maria, pensionata del palazzo accanto, con la voce tremante. “Quei muri crepati li vedevamo tutti, ma nessuno ha mosso un dito”.
I vigili del fuoco arrivano di corsa. Devastano il silenzio con sirene e fasci di luce. Setacciano le rovine fino all’alba. “Struttura fatiscente, rischio evitato per un pelo”, dice il comandante sul posto.
Porta Capuana, cuore pulsante e logoro di Napoli. Qui il degrado morde da anni. Palazzi storici con facciate scrostate, balconi a sbalzo pericolosi.
La Procura apre un’inchiesta. Si indaga su abusi edilizi e controlli saltati. Intanto, i periti ispezionano i palazzi vicini. Ce ne sono almeno tre con crepe sospette.
I commercianti della piazza contano i danni. “Chi paga le saracinesche divelte?”, chiede un barista, furioso.
La città trattiene il fiato. Quanti altri stabili in bilico nascondono bombe a orologeria nei Quartieri Spagnoli o a Forcella? Napoli aspetta risposte. E se il prossimo boato non fosse così fortunato?
