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Ribaltone choc a Melito: camorra e politica, otto condanne in appello
Da assoluzione a condanna shock: l’ex sindaco di Melito finisce in manette con 4 anni e 6 mesi. La Corte d’Appello di Napoli ribalta tutto nel processo su politica e camorra.
Luciano Mottola, ex primo cittadino di Melito di Napoli, era stato scagionato in primo grado. Ora la sentenza si capovolge. Otto condanne complessive, frutto dell’inchiesta della Dda sul presunto patto tra potere locale e clan.
Melito, periferia nord durissima di Napoli. Qui la camorra stringe da anni. Quartieri come quello di Mottola, tra palazzoni e strade polverose, vivono il peso di queste ombre. L’urgenza è palpabile: i cittadini aspettano giustizia da tempo.
“È un segnale forte contro chi usa la politica per coprire i boss”, dice il pm Antimafia Alfonso Greco, uscendo dall’aula del Tribunale di Napoli. Voce spezzata, ma decisa.
Il processo parte da intercettazioni scottanti. Rapporti con esponenti del clan Lo Russo. Mottola nega tutto. Ma i giudici d’appello vedono prove diverse.
Testimoni locali parlano di favori, appalti truccati. Melito trema: chi pagherà il prezzo ora?
La difesa annuncia ricorso in Cassazione. Mottola libero, per ora. Ma la tensione sale.
E Melito? Aspetta risposte. Quanti altri sindaci sotto inchiesta? La città interroga se stessa.
