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Allarme Poggioreale: drone con 17 cellulari intercettato
Drone abbatte le sbarre di Poggioreale: 17 cellulari e 200 grammi di droga dentro
Un ronzio sospetto nel cielo di Poggioreale. La polizia penitenziaria intercetta un drone che scarica il suo carico proibito nel carcere napoletano.
Erano le ore piccole. Agenti in allerta fiutano l’aria. Tre cellulari piombano nella zona dei passeggi. Altri 14 spuntano nei padiglioni detentivi. Più 200 grammi di droga pura.
Poggioreale, il gigante di cemento nel cuore pulsante di Napoli. Qui le mura tremano sotto il peso di 3mila anime rinchiuse. E i droni? Il nuovo nemico invisibile.
“Sequestro da brividi”, dice Giuseppe Moretti, presidente dell’Uspp. “I droni volano bassi, eludono i radar. Quei tre cellulari erano diretti ai boss dei passeggi”.
Gli agenti non hanno perso tempo. Controlli a tappeto nei corridoi umidi. Droga nascosta in dopofondi, cellulari avvolti in plastica. Destinati a chissà quali piani.
Napoli sa di queste storie. Quartieri vicini come Secondigliano o Sanità, covi di clan che non mollano la presa. Anche da dietro le sbarre.
Il drone? Precipitato al suolo, ko. Ma chi lo pilotava? Un giovane dai vicoli, o un professionista high-tech?
Le celle ribollono. Sequestri come questo tengono alta la guardia. Ma quanti altri ronzii solcano la notte su Poggioreale?
La partita è aperta. E i napoletani guardano, aspettando il prossimo colpo.
