Editoriale
Arzano sotto choc: 11 arresti per omicidio Coppola l’imbianchino
Undici arresti ad Arzano: svolta sull’omicidio dell’imbianchino Coppola, vittima innocente di una faida camorristica.
Via Barone, cuore pulsante dell’area nord di Napoli. Qui, lo scorso febbraio, Rosario Coppola, 50enne imbianchino senza un’ombra sul casellario, finisce crivellato da cinque colpi. Camminava con un amico barbiere, ferito a un braccio. Un errore fatale. I killer miravano a un boss della “167”, fresco di scarcerazione.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna non hanno mollato. Oggi, blitz coordinato dalla DDA: undici ordinanze di custodia cautelare. Colpiti i fedelissimi del clan “167” e la fazione scissionista degli Amato-Pagano. Obiettivo, fermare la spirale di sangue per il controllo delle piazze di spaccio.
Al centro, Salvatore “Sasy” Romano, 32 anni, vicino ai Pagano. Lui avrebbe pianificato e sparato, con Armando Lupoli. Ma Lupoli non c’è: crivellato a sua volta in via Mazzini, un mese fa, da un commando paramilitare. Arzano, un’arena.
Tra i fermati, Raffaele Silvestro, 49 anni, accusato di associazione. E poi Antonio Caiazza, Davide Pescatore, Renato Napoleone, Giuseppe Monfregolo, Gennaro Salvati, Andrea Olivello, Vittorio Scognamiglio, Mattia Rea, Francesco Attrice, Salvatore Lupoli, Antonio Alterio, Umberto Lupoli, Pietrangelo Leotta, Angelo Antonio Gambino. Sedici indagati totali, tutti legati a estorsioni, armi, traffici.
La tensione sale. Ex alleati ora nemici giurati. Due omicidi in un mese, proiettili che sfrecciano in mezzo alla gente. “Abbiamo inferto un colpo durissimo alle loro capacità operative”, dice il Maggiore Andrea Coratza, a capo delle indagini. “Ma la faida non è finita”.
Arzano trattiene il fiato. Quartieri blindati, occhi puntati sulle strade. Chi ha dato l’ordine? E il prossimo agguato, dove colpirà? La città aspetta risposte.
