La notte del 6 dicembre 2024, Castellammare di Stabia si trasforma in un campo di battaglia. Mentre i riflettori dello stadio “Romeo Menti” si spengono, i tifosi della Juve Stabia danno il via a una caccia all’uomo che lascia senza fiato. Chi indossa i colori sbagliati è in pericolo. Non ci sono confini quando si tratta di umiliare i rivali. Questa è la nuova faccia della rivalità calcistica.
È l’una di notte e quattro tifosi del Sudtirol, ignari del dramma imminente, si rifugiano nel Bar Mafalda, in via Padre Kolbe. Qui il terrore fa irruzione. Un gruppo di ragazzi, volti coperti e mazze in mano, invade il locale. “È stata una scena da film”, racconta il titolare, visibilmente scosso. Spintoni, grida, e via con i loro simboli: striscioni, sciarpe e, incredibilmente, anche una maglietta autografata del calciatore Ceppitelli. “Mi sono messo a piangere dallo shock”, dice uno dei malcapitati agli agenti, che arrivano in fretta.
Le indagini della DIGOS rivelano un piano ben orchestrato. La chat WhatsApp del gruppo “UCA” (Ultras Centro Antico) rivela scambi di informazioni in tempo reale sui movimenti dei tifosi avversari. “Lasciali stare, prima abbiamo parlato con…”, scrivono, mentre la caccia si intensifica. Non solo. Fino alla pubblicazione su social media di immagini che immortalano il bottino rubato, come trofei di guerra. “Ernesto, lo hai messo su Internet? Lo vedono tutti!”, si sente un audio che rivela l’arroganza degli aggressori.
Le telecamere non perdonano. Le immagini riprendono il gruppo mentre fugge con i trofei. Un tatuaggio a forma di “bacio rosso” sul collo di un indagato diventa il crinale dell’indagine. Così come i filmati delle telecamere di “Taverna Mafalda”, che svelano ogni ruolo, dal palo a chi strappa i vessilli.
Ma l’inchiesta si complica: il sodalizio “Ultras Centro Antico” si collega a personaggi inquietanti, come Vincenzo Ingenito, legato a storie di mafia e già arrestato per omicidio. La giustizia potrebbe avere un volto nuovo. Il G.I.P. Riccardo Sena prepara misure cautelari: di fronte alla rapina aggravata, la legge cambia. Ma per chi ha solo ricettato, scatta l’interrogatorio preventivo.
E ora gli indagati, giovani tra i 16 e i 26 anni, leggono il loro nome sul bollettino di guerra del tifo. Ma cosa succederà alla comunità di Castellammare? In un’epoca in cui sport e violenza sembrano intrecciarsi in un abbraccio oscuro, i cittadini si interrogano: questa è davvero la strada da percorrere?