Negli ultimi tempi, gli affitti a breve termine a Napoli, in particolare quelli su piattaforme come Airbnb, stanno diventando un terreno minato per molti host. Con episodi di violenza in aumento, la questione della sicurezza è diventata cruciale.
È inaccettabile che chi decide di affittare una stanza o un appartamento agli ospiti debba temere per la propria incolumità. Recenti notizie riportano di aggressioni, danneggiamenti e situazioni di vero e proprio caos che mettono a rischio non solo l’incolumità degli host, ma anche la reputazione dell’intera città.
L’Abbac, l’Associazione dei Bar e dei B&B della Campania, si sta attivando per proteggere i diritti degli host, sempre più vulnerabili a furti e violenza. “Dobbiamo garantire un ambiente sicuro e ospitale sia per i turisti che per i nostri affiliati,” afferma un portavoce dell’associazione. Ma è sufficiente?
In un contesto cittadino che spesso sembra abbandonato a se stesso, è fondamentale che le istituzioni facciano la loro parte, aumentando la sicurezza e migliorando le politiche di gestione degli affitti a breve termine. Non possiamo permettere che il sogno di qualche imprenditore locale venga distrutto da pochi violenti. Gli host hanno il diritto di lavorare senza paura e con il supporto di strutture adeguate.
Come possiamo affrontare questo problema in modo efficace? La comunità napoletana può sostenere gli host, ma spetta anche alle autorità agire con decisione. È il momento di discutere: quali soluzioni pensate siano necessarie per mettere fine a questa spirale di violenza che colpisce chi vuole solo offrire un hospitality genuina?