Minacce di morte e insulti. È un clima avvelenato quello che avvolge Napoli, dove la violenza verbale sembra aver preso piede. La mail ricevuta da Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Campania, è l’ultimo episodio di una crescente ondata di intimidazioni. «I traditori del Paese vanno messi al muro e fucilati alla schiena», si legge nel messaggio inquietante, un campanello d’allarme per la politica locale.
«Non conosco l’origine della mail, ma potrebbe essere uno dei tanti leoni da tastiera che già mi tartassano sui social», afferma Sangiuliano, accennando a un clima tesissimo. Con voce ferma, il politico non nasconde la preoccupazione. E pur mantenendo fiducia nelle istituzioni, non può fare a meno di sottolineare che «le parole di odio e violenza non fanno bene alla nostra democrazia».
La reazione del mondo politico non si è fatta attendere. Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha espresso «piena solidarietà», condannando fermamente l’episodio. «Ogni forma di odio e violenza va respinta», afferma, auspicando che i responsabili vengano individuati al più presto. Un messaggio di unanimità, ma che apre la porta a domande inquietanti su cosa stia accadendo nella nostra società.
Anche Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale, ha definito questa situazione come un «vile attacco intimidatorio», ribadendo la necessità di restare compatti contro ogni forma di violenza. Eppure, dal fronte dell’opposizione, Severino Nappi avverte: «Il clima d’odio è insostenibile». Ci si chiede insomma, fino a dove arriverà questa deriva? Cosa accadrà alle generazioni future? I napoletani meritano di essere ascoltati ora più che mai.