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Napoli in rivolta: «Basta armi, più istruzione!» I cittadini bloccano piazza Carolina contro le baby gang
Il cuore pulsante di Napoli si sveglia e reclama ancora una volta il suo diritto alla vita e alla sicurezza. Ieri, in piazza Carolina, centinaia di cittadini si sono dati appuntamento per dire basta alla violenza armata. “Meno pistole, più scuola”, gridano con passione, mentre il vento porta via le loro parole, ma non il messaggio.
La situazione nelle strade è critica. Solo pochi giorni fa, un commando di giovanissimi ha aperto il fuoco ferendo un coetaneo in questa stessa area, ormai diventata un pericoloso campo di battaglia. E la settimana scorsa, in via Imbriani, il suono dei colpi ha risuonato senza pietà: oltre dieci spari, per fortuna senza feriti, ma comunque un’indicazione chiara di una faida che sembra non avere fine.
“Nel centro di Napoli è in corso una guerra tra baby gang”, ha denunciato il deputato Francesco Emilio Borrelli, mentre i manifestanti applaudivano. “E tutto questo accade a due passi dalla Prefettura. È inaccettabile”. Le sue parole tagliano l’aria come un coltello, mentre i cittadini chiedono a gran voce risposte e interventi concreti per fermare un degrado che li sta stritolando.
Ma non si tratta solo di parole. Borrelli ha messo in evidenza l’emergenza delle Forze dell’Ordine: “Mentre chiediamo rinforzi, il governo chiude caserme e commissariati. Così non si può vincere una guerra del genere”. La tensione è palpabile; i cittadini lo sanno e si sentono abbandonati.
La mobilitazione ha richiamato anche i rappresentanti delle istituzioni. Accanto ai cittadini erano presenti il consigliere regionale Carlo Ceparano e l’assessore comunale Chiara Marciani, tra gli altri. Accanto a loro, molti volti della cultura partenopea, uniti nel manifestare il loro sostegno per una causa che va oltre le parole.
Il mantra “Meno pistole, più scuola” risuona forte: torniamo a investire nel futuro di questi ragazzi, sembra dire l’eco della piazza. Ma la domanda rimane sospesa nell’aria: basterà questo grido di protesta per far cambiare rotta a una realtà sempre più complessa? La lotta contro la criminalità giovanile ha solo appena iniziato. Cosa accadrà nei prossimi giorni?
