Scafati – Un “alt” ignorato, l’urlo del motore e lo stridore degli pneumatici: un inseguimento che ha sfiorato la tragedia. La storia di Angelo Sorrentino, pluripregiudicato scafatese, si è tinta di adrenalina e colpi di scena tra i vicoli e le arterie di Cava de’ Tirreni.
Tutto è iniziato durante un routine di controllo. Sorrentino, a bordo di una Toyota Yaris, ha scelto la via del rischio. Ha premuto sull’acceleratore, dando il via a una gimkana mozzafiato che ha lasciato i passanti senza fiato. Sorpassi azzardati, curve affrontate a velocità folle: un’azione da film, ma con un inaspettato finale. Sentendosi braccato, il conducente ha abbandonato il veicolo, cercando un’uscita disperata a piedi. “Pensavo fosse finita”, ha raccontato un testimone accorso sul posto.
Una volta bloccato dagli agenti, Sorrentino ha ceduto, indicando il punto in cui aveva tentato di occultare un voluminoso involucro durante la fuga. Quasi cinque chilogrammi di hashish, pronti per varcare le piazze di spaccio della zona, sono stati rinvenuti. Un tesoro che, secondo le stime, avrebbe potuto fruttare intorno ai 150.000 euro.
In aula, il Pubblico Ministero sembrava avere il quadro sotto controllo, chiedendo una condanna di quattro anni e otto mesi. Ma la difesa, guidata dall’avvocato Gennaro De Gennaro, ha colto l’occasione per attaccare. Riconoscimento delle attenuanti e, soprattutto, esclusione dell’aggravante per l’ingente quantità di droga hanno ribaltato la situazione. La pena è stata ridotta a due anni e quattro mesi.
E così, con un verdetto inaspettato, Sorrentino ha lasciato il carcere per tornare a casa, in regime di arresti domiciliari. La fuga che sembrava destinata a portarlo dietro le sbarre per lungo tempo ha preso una piega diversa. Ma la domanda resta: quanto durerà questo colpo di scena giudiziario?