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Monaldi in crisi: famiglie in allerta per la chiusura della cardiochirurgia pediatrica
Napoli – Un grido di allerta si alza dall’Ospedale Monaldi, un tempo simbolo d’eccellenza sanitaria. Le famiglie dei bambini cardiopatici, esasperate, chiedono a gran voce il ripristino della cardiochirurgia pediatrica. «Non possiamo più affrontare questa situazione», denunciano, mentre la speranza di cure opportunamente tempestive svanisce.
Il reparto, una volta faro per il Sud Italia, ora si trascina in un periodo buio. I genitori sono costretti a migrare verso il Bambino Gesù di Roma, intraprendendo viaggi estenuanti non solo fisicamente, ma anche economicamente. «Ogni trasferimento è un salasso. Non abbiamo risorse, ci troviamo in una situazione insostenibile», raccontano. L’assenza di un piano di sostegno da parte delle autorità sanitarie rende questa esperienza ancora più traumatica.
Ma cosa è accaduto al Monaldi? I genitori evocano il ricordo del dottor Guido Oppido, il quale aveva fatto del reparto un esempio di continuità e qualità. «Eravamo certi di ricevere il meglio», ricordano con tristezza. Oggi, invece, c’è un vuoto pesante: mancano certezze, mancano risposte, e l’incertezza regna sovrana.
A questo si aggiunge la drammatica assenza di un supporto per le famiglie. La gestione di routine e impegni quotidiani diventa un’impresa impossibile. «Siamo in balia di un sistema che non ci sostiene», affermano con angoscia. È un appello alla dignità, quello che queste famiglie pongono: non vogliono essere lasciate sole.
Resta aperta la questione di cosa riserverà il futuro al Monaldi. Questo splendido ospedale potrà tornare a essere il faro di speranza che era un tempo? O dovremo continuare a vedere genitori in difficoltà, costretti a lottare non solo contro le malattie, ma anche contro la burocrazia inesorabile? I dubbi aumentano, e la risposta è attesa con ansia da tutti.
