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Condannato per falso: 4 anni e mezzo a Vincenzo Schiavone del Pineta Grande, un caso che scuote Napoli
Una tragedia che affonda le radici nel dolore e nella malasanità. Si chiude così il processo di primo grado collegato alla morte di Francesca Oliva, una giovane mamma di 29 anni, deceduta nel 2014 all’interno del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Questa vicenda ha scoperchiato un vaso di irregolarità che ha indignato l’opinione pubblica, ma ora, finalmente, la giustizia sembra aver preso una direzione.
Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato Vincenzo Schiavone, titolare della clinica, a quattro anni e mezzo di reclusione per falso in atto pubblico. “Le alterazioni nei registri medici non possono passare inosservate”, ha commentato uno dei pubblici ministeri al termine della sentenza. E con lui, anche i medici Giuseppe Delle Donne e Gabriele Vallefuoco hanno ricevuto pene rispettivamente di tre anni e quattro mesi. L’unico ad uscire indenne è stato il dottor Stefano Palmieri, assolto dalle accuse.
La storia di Francesca è straziante. Dopo un parto tragico che ha visto la morte di due dei suoi tre gemelli, la donna ha subito una violenta setticemia nella clinica, ma anziché onorare la sua memoria, qualcuno ha pensato bene di modificare la verità. L’inchiesta è scattata grazie alla denuncia della madre, che, durante il processo, ha messo in luce l’oscura manipolazione della cartella clinica, con l’aggiunta di un antibiotico mai somministrato.
“È stato un gesto vergognoso”, ha commentato un amico della famiglia, “un tentativo di nascondere la verità e di sviare le responsabilità”. Le alterazioni sono state smascherate: alcuni referti cruciali erano stati cancellati, lasciando in ombra il grave stato di salute di Francesca.
Ma dietro questo dramma si cela anche un’altra verità. Un processo parallelo per omicidio colposo plurimo ha visto quattordici medici assolti, con i giudici che hanno individuato le responsabilità in un collega scomparso, il ginecologo di fiducia della vittima. L’assenza di giustizia per Francesca e per le famiglie dei suoi brevi figli continua a far parlare.
Il fragore del dibattito rimane nelle strade, nei luoghi dove la gente si raccoglie per discutere. La condanna di Schiavone e dei medici segna soltanto un passo. La domanda che molti si pongono è: quanto ancora deve succedere affinché la sanità napoletana cambi realmente? L’eco di questa vicenda riecheggia, mentre i cittadini chiedono trasparenza e rispetto per le vite innocenti.
