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Fonderie Pisano, il no della Regione Campania: caos e paura a Salerno! Fonderie Pisano, il no della Regione Campania: caos e paura a Salerno!

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Fonderie Pisano, il no della Regione Campania: caos e paura a Salerno!

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La notizia è esplosiva: la Regione Campania ha detto “no” all’Autorizzazione Integrata Ambientale delle Fonderie Pisano di Salerno. Un provvedimento che non solo segna un cambio radicale nella gestione dell’impianto, ma porta con sé il peso di anni di battaglie contro l’inquinamento e la minaccia alla salute dei cittadini.

“In questi anni, abbiamo sentito troppe promesse, ma ora è tempo di agire”, ha dichiarato un residenti della zona, visibilmente sollevato. Il decreto, secondo le autorità, è stato adottato “al termine di un procedimento rigoroso”, ma per molti nel quartiere del Carmine, questo segnale appare come una ventata di speranza.

La decisione non è casuale. Si inserisce nel contesto di un’azione più ampia che mira a tutelare la salute pubblica, in linea con quanto stabilito dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo. Questa ha riconosciuto un danno per i residenti nei pressi dell’impianto, richiamando le istituzioni a fare la loro parte. “Finalmente qualcuno si è reso conto che la nostra vita conta”, commenta un altro abitante, tornando a casa con un sorriso.

“Agiamo per responsabilità e lealtà istituzionale”, afferma la Regione. L’Assessorato all’Ambiente, diretto da Claudia Pecoraro, ha giocato un ruolo chiave in questa decisione, portando avanti un’istruttoria approfondita che ha evidenziato l’impossibilità di rispettare le Best Available Techniques e i limiti emissivi europei. La salute e l’ambiente, dunque, al centro delle scelte politiche.

“Con questo decreto facciamo un passo importante”, sottolinea l’assessora Pecoraro, mentre i lavoratori delle Fonderie si chiedono che futuro li aspetta. “Abbiamo il dovere di intervenire”, prosegue, integrando la preoccupazione per i posti di lavoro con l’impegno per una qualità della vita migliore.

Il clima in città è teso. A Salerno, le strade sono animate da discussioni accese. Mentre alcuni festeggiano, altri si interrogano su cosa significhi davvero questo “no”. La questione è aperta: quali alternative verranno proposte? Come si garantirà la salvaguardia dei lavoratori senza sacrificare la salute dei residenti?

È chiaro: il cammino è lungo e pieno di incognite. La lotta per un ambiente più sano è solo all’inizio, e le risposte che arriveranno potrebbero riscrivere le regole del gioco. La comunità attende.

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