Guidava da ubriaco il 34enne che ieri pomeriggio ha travolto e ucciso due donne a Corso Garibaldi, un luogo che pulsa di vita ma che, in un attimo, è diventato teatro di una tragedia. Le vittime, entrambe ucraine, avevano 58 e 52 anni. La più giovane, trasportata in fin di vita all’Ospedale del Mare, non ce l’ha fatta.
L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 22 marzo, intorno alle 19:15. Le donne stavano attraversando Corso Garibaldi, dirette verso via San Cosmo Fuori Porta Nolana, quando una Mercedes guidata da un uomo di 34 anni le ha colpite con violenza. Dopo l’impatto, il conducente ha perso il controllo della vettura, che ha terminato la sua corsa contro tre auto parcheggiate.
“È stato un attimo terribile”, racconta un testimone, ancora scosso. “Ho sentito un rumore assordante e poi ho visto il corpo di una donna volare via”. A quel punto, sul posto sono arrivati carabinieri e polizia locale, che hanno avviato le indagini. Il test alcolemico sul conducente ha dato esito positivo. Arrestato per omicidio stradale, ora si trova agli arresti domiciliari.
L’eco di questa tragedia ha profondamente colpito Napoli. Nel 2025, si registrano già 22 morti bianche. Gli abitanti chiedono a gran voce una strada più sicura. “È inaccettabile”, afferma Luca Simeone, di Napoli pedalando. “Stiamo organizzando un presidio civico contro gli incidenti mortali. Vogliamo sicurezza per pedoni e ciclisti”.
Un grido di allerta si leva dalla gente, una richiesta di attenzione. Che cosa serve affinché Napoli riduca il proprio triste primato di incidenti mortali? La risposta potrebbe non essere semplice, ma ciò che è certo è che la città non può rimanere inerme. Mentre il sole tramonta su Corso Garibaldi, l’ombra di queste due donne rimane, insieme a una domanda che incalza: come possiamo proteggere le vite di chi attraversa le strade di Napoli?