Scampia in allerta: arrestato il ras Pietro Gemito, si cerca chi ha nascosto la latitanza

Scampia in allerta: arrestato il ras Pietro Gemito, si cerca chi ha nascosto la latitanza

A Scampia, il cemento ha ceduto, rivelando la fragilità di un sistema criminale che per troppo tempo ha pensato di essere al sicuro. Pietro Gemito, 30 anni, si è visto strappare via il sogno di libertà, ieri pomeriggio, proprio mentre credeva di voler sfuggire alla giustizia.

“Dopo settimane di ricerca, finalmente siamo riusciti a portarlo in carcere,” ha dichiarato un ufficiale della Compagnia Stella, visibilmente soddisfatto. Le forze dell’ordine avevano allestito un imponente dispositivo attorno a via Arcangelo Ghisleri, tessendo una rete che non avrebbe lasciato scampo al ras emergente del clan Raia.

Gemito era riuscito a sfuggire al blitz del 4 febbraio, una retata che aveva smantellato la holding degli Amato-Pagano con 14 arresti. Da quel giorno, aveva camminato per le strade di Scampia come un fantasma, convinto che la sua notorietà e il supporto del clan avrebbero garantito una latitanza dorata.

Ma l’abilità di Gemito non si limitava a nascondersi. Anche dal carcere di Secondigliano, il suo nome si era fatto forte. Era riuscito a eludere i controlli, continuando a impartire ordini e a gestire affari illeciti tramite telefoni senza autorizzazione. Un vero e proprio boss anche tra le sbarre.

“Il suo arresto è solo la punta dell’iceberg,” commenta un residente di Scampia. “Ci sono ancora tanti che lo sostenevano.” Gemito aveva un passato oscuro: coinvolto nel sequestro dell’operaio Stefano Pettirosso, la sua vita giudiziaria era stata un’altalena fra arresti e liberazioni, fino a trovarsi di nuovo in custodia.

Ora, con un interrogatorio di garanzia all’orizzonte, il ras dovrà rispondere di accuse pesanti che lo collocano ai vertici della mala napoletana. Intanto, l’attenzione delle forze dell’ordine è rivolta a chi ha coperto la sua latitanza. Chi sono i fiancheggiatori che hanno offerto vitto e alloggio al “fantasma” del Chalet Bakù? Una domanda che aleggia nell’aria, pronta a innescare un dibattito acceso sulla mafia e i suoi ritorni in un quartiere già scosso da troppe ombre. La caccia è ufficialmente aperta, e il tessuto di protezione che circondava Gemito potrebbe presto rivelarsi più fragile di quanto si pensi.

Fonte

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