La città di Napoli è di nuovo sotto i riflettori, questa volta per un caso che scotta. Al centro della polemica c’è il professor Edoardo Cosenza, accusato dalla Procura della Corte dei Conti di aver causato presunti danni erariali all’Università Federico II. È una questione che scuote non solo i corridoi accademici, ma anche l’opinione pubblica.
La reazione della difesa non si è fatta attendere. Con una nota ufficiale, l’avvocato Enrico Soprano ha ribadito con fermezza l’innocenza del suo assistito. “Gli incarichi contestati sono stati tutti preventivamente autorizzati dall’Ateneo”, ha affermato. Insomma, secondo la difesa, non si tratterebbe di irregolarità, ma di una situazione ampiamente regolamentata.
Le consulenze coinvolte, alcune delle quali risalenti a più di vent’anni fa, non sarebbero il frutto di iniziative personali, bensì un riconoscimento al prestigio accademico del professor Cosenza. “Atti formali, nessuna dietrologia”, ha insistito Soprano, evidenziando la necessità di vedere oltre le accuse.
Questa storia, con sfondo alla storica università partenopea, si fa sempre più intricata. “Le autorizzazioni rilasciate dall’università sono provvedimenti amministrativi tipici”, ha dichiarato il legale, invitando alla prudenza e sottolineando come il dibattimento possa ribaltare le carte in tavola.
E mentre i napoletani seguono con attenzione gli sviluppi, c’è chi si chiede: saranno davvero tutte le pratiche in regola, oppure dietro a questa vicenda c’è qualcosa di più? La tensione cresce, e i cittadini attendono risposte.