Napoli nel mirino: il clan Mazzarella svela i segreti del click hacking

Napoli nel mirino: il clan Mazzarella svela i segreti del click hacking

A Napoli, la criminalità si evolve: i clan tradizionali ora mirano al furto digitale. L’ordinanza del gip Luca Della Ragione, in più di 900 pagine, svela che i Mazzarella, alleati con l’Alleanza di Secondigliano, hanno abbandonato il pizzo porta a porta per un business più redditizio e meno rischioso: le frodi informatiche.

“Niente più pistole, qui il colpo lo si fa con un click”, affermano i membri del clan con sicurezza. La Camorra ha scoperto che l’informatica può fruttare fino a milioni, e tutto ciò senza il clamore di uno sparo. Le intercettazioni rivelano una realtà inquietante: per loro, rubare online è come “prendere un dolce”. Le conversazioni tra Ciro Mazzarella e i suoi sodali rivelano una spavalderia inquietante. “È un buon investimento”, affermano, percependo un “rischio zero”.

La vera novità, però, è che questo mercato non rispetta le antiche faide. I licciardi, storici rivali, ora fanno affari insieme ai Mazzarella. Un incontro notturno, descritto in un’intercettazione, mostra sei clan in fila per ottenere dati e “carte” rubate. I “grossisti” dei dati sensibili hanno abbattuto il muro delle rivalità.

Il modus operandi è spietato e raffinato. Una vittima riceve una chiamata da un “funzionario” della banca, seguito da un finto maresciallo dei Carabinieri. “Ci sono state delle irregolarità sul suo conto, si fidi di noi”, è la trappola mortale in cui crolla chi non sospetta. Di fronte ai suoni delle radio delle forze dell’ordine, i malcapitati eseguono bonifici correndo il rischio di perdere tutto.

Il clan non si ferma a Napoli. I Brusco hanno esteso il modello fraudolento fino alla Spagna, replicando lo schema con complici locali. E quando i soldi arrivano sui conti dei prestanome, Valerio Ripoli, noto come “o’ Spalletti”, si occupa della monetizzazione, portandosi a casa il 45% del bottino.

La fonte di dati per attaccare le vittime è disturbante. Informazioni comprate a pochi euro da hacker, rendono il gioco ancora più semplice per i truffatori. Perfino i dipendenti bancari non sono al riparo. “Nessuno è immune”, commenta un agente, sottolineando l’onnipresenza di questa nuova Camorra 4.0.

E mentre il mercato si espande, la domanda resta: chi fermerà questa rete di crimine digitale che cresce silenziosamente tra i vicoli e le strade di Napoli? I cittadini possono davvero sentirsi al sicuro, o la tecnologia ha aperto un capitolo inedito della criminalità partenopea?

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