Raid in Spagna contro il clan Amato Pagano: 10 arresti e 800 kg di droga, è allerta a Napoli!

Raid in Spagna contro il clan Amato Pagano: 10 arresti e 800 kg di droga, è allerta a Napoli!

Barcellona – L’ombra del Vesuvio si allunga di nuovo sulle coste assolate della Catalogna, portando con sé storie di crimine che affondano radici profonde nei vicoli di Napoli. L’ultimo capitolo di questa saga criminale vede la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, infliggere un duro colpo a una rete narcos ancorata tra Italia e Spagna, capace di movimentare tonnellate di droga.

“È una storia che abbiamo visto troppe volte, eppure non smette di sorprenderci,” commenta un agente in servizio. Un bilancio pesante: dieci arresti, oltre 800 chili di droga sequestrati e denaro contante per oltre 140.000 euro. Questo è il frutto di nove perquisizioni a Barcellona e Hospitalet de Llobregat, dove l’eco di un traffico incessante ha rimbombato per strada.

Il traffico di droga tra Napoli e Barcellona non è solo un sospetto: è una realtà. I detective catalani hanno documentato summit tra emissari della Camorra e i vertici locali, un passaggio di testimone criminale tra le due sponde del Mediterraneo. Una rete sofisticata, con napoletani residenti in Catalogna al timone, in grado di muovere tonnellate di coca pura e hashish.

Ma come si muovevano le sostanze? La logistica era astuta: polli, frutta e fiumi di droga. Quei carichi legali si trasformavano rapidamente in veicoli per la cocaina. Da Montcada i Reixac partivano camion carichi di merce innocente ma insospettabile, diretti agli approdi di Civitavecchia. Scambi avvenivano in pieno giorno, tra gli occhi della gente comune, come se nulla fosse.

La sorte del cartello è cambiata con un semplice controllo della polizia di Cornellà de Llobregat. Tre zaini nel bagagliaio di un’auto svelarono 70 chili di cocaina. Da lì, l’indagine è diventata una rete intricata, culminata in un’imponente operazione che ha portato all’arresto del boss, un napoletano che viveva in un lusso apparente, ma che si era attaccato come un parassita alla vita catalana.

La Catalogna, una sorta di “provincia” di Gomorra, sembra ripetersi nel suo ciclo criminale. Non è la prima volta che i nomi dei clan napoletani si legano a crimini spagnoli, come testimoniano le recenti operazioni che hanno smantellato reti di traffico umano e narcotraffico. La rotta è tracciata, ma la battaglia tra Napoli e Barcellona è tutt’altro che conclusa.

Cosa accadrà adesso? Resta in ballo la domanda cruciale: come reagiranno le forze dell’ordine e i cittadini a un problema che sembra allargarsi come un’ombra? La tensione rimane palpabile, e i commenti scorrono tra chi teme una escalation e chi spera in una soluzione definitiva.

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