Acerra, a pochi passi da Napoli, una storia che scotta. È quella di un 19enne, che ha tentato un audace raggiro ai danni di una coppia di anziani in quel di Lodi. Tutto comincia con una telefonata. La vittima, una donna di circa 80 anni, riceve una chiamata da un presunto tenente dei carabinieri. Con un tono che sembra uscito da un film di azione, l’uomo la informa di una rapina avvenuta a Milano, coinvolgendo la sua auto.
«Deve consegnare oro e denaro per “scagionare” la sua famiglia», le dice, creando un clima di ansia e paura. Dopo pochi minuti, ecco che il sedicente carabiniere bussa alla porta. Un giovane dalla faccia pulita, ma dall’anima oscura: il finto ufficiale riesce a farsi consegnare gioielli e 400 euro in contanti prima di fuggire via.
Ma la fortuna è dalla parte della signora. Sospettando che qualcosa non quadri, contatta il 112. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lodi intervengono immediatamente, intercettando il ragazzo proprio mentre lascia l’abitazione. Lo arrestano in flagranza di reato per truffa aggravata, e il piano criminale svanisce in un istante.
«Non ci fermeremo finché non metteremo fine a questa ondata di truffe», annuncia un agente sul posto. Il giovane, residente ad Acerra, è stato sottoposto a misure di prevenzione, ma stavolta la refurtiva è stata recuperata e restituita agli anziani.
Questo episodio non è isolato. Le truffe agli anziani, specialmente quelle con la tecnica del “finto carabiniere”, continuano a proliferare in tutta Italia, lasciando dietro di sé un’onda di paura e vulnerabilità. L’appello delle forze dell’ordine è chiaro: diffidare di chi si presenta in uniforme e chiamare subito il 112. Come reagiranno i cittadini a questo ennesimo episodio? È tempo di farsi sentire.