Un incidente stradale ha scosso la tranquilla atmosfera di Capodrise, facendo emergere non solo il dramma dei ragazzi coinvolti ma anche la questione di un’assistenza spesso trascurata. Due giovani minorenni, in sella a uno scooter, sono stati scaraventati a terra da un’auto che, invece di fermarsi, ha proseguito la corsa.
La scena si è svolta lo scorso 2 marzo in via Piedipongola. L’eco dei freni screpitanti e il tonfo del corpo contro l’asfalto hanno rievocato momenti drammatici. “Non si è fermato neanche un minuto. Doveva almeno controllare se stavano bene,” ha gridato un testimone, visibilmente scosso da quanto accaduto.
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Marcianise hanno ricostruito la dinamica dell’incidente. Il conducente, un 62enne residente nel Napoletano, è stato identificato e denunciato per lesioni stradali e omissione di soccorso. Secondo le indagini, il guidatore non solo ha colpito lo scooter, ma ha anche ignorato il dovere di fermarsi per prestare aiuto ai ragazzi a terra.
Dopo l’impatto, i due ragazzi sono stati trasportati con urgenza nei pronto soccorso degli ospedali di Caserta e Marcianise. Fortunatamente, i medici hanno constatato che i traumi riportati erano guaribili in dieci giorni. Ma il dramma si allarga, sollevando interrogativi su quanto accade in una città dove la mancanza di empatia sembra diventare la norma.
Le indagini, facilitate dalle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze, hanno permesso di risalire rapidamente al responsabile. Tuttavia, il gesto di fuggire dal luogo dell’incidente lascia un sapore amaro nelle bocche di chi crede ancora nelle responsabilità civiche. Perché, in una comunità come quella di Capodrise, il silenzio e l’indifferenza non possono e non devono prendere il sopravvento.
Un episodio che invita alla riflessione: quanto vale la vita di un giovane per chi si autoassegna il ruolo di automobilista? In un’epoca dove si cerca sempre un colpevole, sarà ora di guardare in faccia le proprie responsabilità?