Circumvesuviana in crisi: i pendolari di Napoli lanciano l’allerta alla Regione e all’Ue

Circumvesuviana in crisi: i pendolari di Napoli lanciano l’allerta alla Regione e all’Ue

“Basta così! La Circumvesuviana è sull’orlo del collasso”. Queste le parole cariche di disperazione dei pendolari napoletani, che in una lettera aperta lanciano un appello a istituzioni italiane ed europee per fermare quello che definiscono “lo sfascio della Circumvesuviana”. Un grido di aiuto che propone di non ignorare più la sofferenza di chi ogni giorno affronta l’incertezza di un servizio ferroviario in declino.

La missiva, dal titolo inequivocabile “Fare presto!”, è firmata da figure di spicco dei comitati pendolari. Tra loro, Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo “No al taglio dei treni” e Salvatore Ferraro, rappresentante della comunità social “Circumvesuviana-Eav”. Non solo nomi, ma volti di una battaglia che si fa sempre più accesa, e che chiede un intervento immediato per salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini.

“Gli episodi di guasti continui e corse soppresse sono solo la punta dell’iceberg”, afferma Marcello Fabbrocini, presidente del comitato Cifariello-Ottaviano. Le voci dei pendolari si uniscono, lamentando un servizio sempre più fragile e un sistema gestionale che non sembra in grado di affrontare le sfide quotidiane. “Fondi superiori al miliardo di euro gestiti, ma il servizio è rimasto fermo”, insistono, evidenziando che gli investimenti non si sono tradotti in miglioramenti tangibili.

Mentre ci si avvicina a Pasqua, un altro grido d’allerta si solleva: il flusso di turisti che si prevede invaderà la città potrebbe trasformarsi in un incubo se la situazione non migliorerà. “Siamo preoccupati per l’ordine pubblico”, avvertono i portavoce. In un periodo di intensi afflussi turistici, l’incapacità di offrire un servizio ferroviario adeguato non farebbe altro che aggravare la situazione già tesa.

Le parole della lettera denunciano anche un trattamento sgarbato da parte dei vertici Eav. “Silenzi, promesse vaghe e bugie” sono le accuse lanciate da Salvatore Alaia, presidente del comitato di Sperone, in un clima di crescente tensione fra pendolari e aziende. Un contesto di malcontento che dura da anni, ma che ora sembra raggiungere un punto di rottura.

La Circumvesuviana non è solo una ferrovie: è un tessuto vitale che unisce Napoli e le aree circostanti. Cosa succederà ora che la situazione è ben nota? Le istituzioni interverranno in tempo per evitare il disastro? I pendolari attendono risposte, e la città è in allerta.

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