Napoli, terrore sul bus: ragazza accoltellata per 15 minuti, ora è al Cardarelli e l’aggressore è in carcere

Napoli, terrore sul bus: ragazza accoltellata per 15 minuti, ora è al Cardarelli e l’aggressore è in carcere

Due colpi di coltellate nella notte, un grido di dolore netto e chiaro, che riecheggia nel cuore pulsante di Napoli. Ieri sera, all’improvviso, il bus della linea C32 al Vomero è diventato teatro di una violenza inaudita. Una ragazza di 32 anni è stata aggredita da un uomo di 39 anni, già noto alle forze dell’ordine per problemi psichiatrici. La scena è stata da film: l’uomo, con un coltello in mano, ha afferrato la giovane, trascinandola e minacciandola per quasi un quarto d’ora.

«Non sapevo cosa fare, urlavo e lui sembrava impazzito», racconta un passeggero visibilmente scosso. La donna ha riportato ferite al volto e al corpo, ma per fortuna non è in pericolo di vita. Ora è ricoverata all’ospedale Antonio Cardarelli, mentre l’aggressore, originario del quartiere Pianura, è stato arrestato e portato nel carcere di Poggioreale.

L’episodio non è isolato. La violenza sui mezzi pubblici sta creando allerta tra i cittadini. Solo qualche settimana fa, un autista di un’altra linea è stato aggredito con un telefonino, mentre una collega ha subito un attacco per aver chiesto il pagamento del biglietto. La tensione è palpabile, e oggi è previsto uno sciopero dei trasporti in Campania, proclamato da tutte le sigle sindacali, per protestare contro questa spirale di violenza che sembra non avere fine.

Mentre i carabinieri portano via l’aggressore, la folla è in fermento. «Quelli come lui non dovrebbero stare in mezzo a noi», urla un uomo tra la gente. L’atmosfera è carica di indignazione. Quel bus, un semplice mezzo di trasporto, si è trasformato in un’arena. Ma cosa farà la città di Napoli per tutelare i suoi cittadini?

La sicurezza sui mezzi pubblici è ora un tema caldo, che divide l’opinione pubblica. Molti si chiedono se basterà uno sciopero per fermare la violenza. Le autorità saranno in grado di dare risposte concrete o si continuerà a vivere con la paura? La domanda rimane aperta, in un contesto urbanistico in fermento, dove la speranza di un cambiamento si scontra con la dura realtà quotidiana.

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