«La gente ha paura di un nuovo tiro mancino». Le parole di un operatore sociale di Napoli risuonano come un eco in tutta la città. La tensione è palpabile oggi, mentre riparte il concorsone della Regione Campania per assumere 1274 Operatori Socio-Sanitari (Oss) a tempo indeterminato. Un’opportunità che, dopo mesi di polemiche e rinvii, segna un passo importante per il futuro del sistema sanitario campano.
Gli scandali legati a brogli e vendite di posti hanno segnato l’avvio di questa operazione. Il concorso, previsto inizialmente il 23 settembre, è stato sospeso a causa di «rischio porcherie», come riferito dall’ex governatore Vincenzo De Luca. Una situazione che ha innescato il sospetto tra i candidati, con tante famiglie che sperano in un esito positivo.
Venerdì 27 febbraio, il clima di attesa si fa quasi elettrico. Si svolgerà il sorteggio della lettera alfabetica iniziale del cognome per le prove orali, che dovrebbero tenersi ad aprile. Su 25mila aspiranti, solo 12mila sono arrivati a questa fase. Un percorso tortuoso, immerso fra le strade di Napoli, dove le speranze di un lavoro fisso si scontrano quotidianamente con il precariato.
«In questa città il sistema sanitario ha bisogno di risorse umane qualificate», afferma Angelo Cicatiello, coordinatore della Fp Cgil Asl Napoli 1 Centro. Le sue parole, cariche di speranza, si intrecciano con la realtà cruda dei quartieri napoletani, dove la precarietà è all’ordine del giorno. La presenza delle forze dell’ordine durante le prove scritte, secondo alcuni, è un chiaro segnale della serietà con cui si deve affrontare questa situazione.
L’ombra delle polemiche torna a farsi sentire, mentre crescono le aspettative per questa seconda fase. Napoli è in fermento, ma la paura di tycoon in giacca e cravatta che giocano con i destini della gente è una realtà da affrontare a viso aperto. Qual è il vero peso di questo concorso? Riuscirà a restituire dignità a coloro che attendono un’opportunità da anni?
Ogni giorno, nei vicoli della città, ci sono volti che parlano di battaglie quotidiane per un lavoro. Questa storia è solo all’inizio, ma i dubbi rimangono: il concorsone sarà realmente un passo verso la normalità oppure si fermerà sul campo di battaglia delle polemiche?