Una notte turbolenta a Casavatore: i Carabinieri hanno messo le manette a Salvatore Ferone, un boss da tempo ricercato. Il 35enne, noto negli ambienti criminali come “’o mackay”, è stato catturato in un blitz che riaccende l’attenzione sulla lotta contro il narcotraffico in città.
Nel cuore della notte, tra il viavai inquieto del corso Europa, i militari hanno fatto irruzione nell’abitazione di Ferone, grazie a un’operazione che ha richiesto settimane di indagini approfondite. “Era impossibile non notarli, si muovevano come ombre tra le palazzine”, racconta un residente ancora scosso. La notizia della cattura rimbalza veloce tra i quartieri: l’eco di un nome temuto torna a far tremare i pavimenti di Casavatore.
Ferone non era solo sull’orlo della legalità; è stato condannato a dieci anni per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Le sue attività illecite risalgono al biennio 2011-2012, quando Casavatore, Arzano e Napoli vivevano un’autentica emergenza legata allo spaccio. Le strade, ora solcate dai flash dei Carabinieri, portano ancora i segni di quegli anni bui, dove ogni angolo racconta storie di paura e resistenza.
“Dobbiamo continuare a combattere”, ha dichiarato un portavoce dell’Arma durante una conferenza stampa improvvisata. Ma il sentimento tra i cittadini è misto: mentre alcuni applaudono l’operato delle forze dell’ordine, altri temono che questo arresto possa essere solo una goccia nel mare delle violenze quotidiane e del controllo camorristico.
Adesso Ferone si trova nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, ma ciò che resta da capire è se la cattura di un boss possa davvero cambiare il volto di Casavatore. La battaglia contro il crimine è ben lungi dall’essere vinta, e la domanda aleggia nell’aria: chi sarà il prossimo a cadere?