Un mix letale di illegalità e sfide sanitarie si consuma tra le mura dell’Ospedale San Giovanni Bosco, cuore pulsante di Napoli. Da recenti indagini emerge un intricato ingranaggio di infiltrazioni criminali, legato al temuto clan Contini, che ha irretito istituzioni e sistemi di sicurezza di una delle maggiori strutture sanitarie della città.
Un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli ha portato all’arresto di tre persone, mentre per un quarto continuano le ricerche. “Siamo di fronte a un caso di corruzione sistemica,” ha affermato un ufficiale della Guardia di Finanza, trattenendo a stento l’indignazione. “Il clan ha messo radici nel tessuto sociale dell’ospedale, sfruttando ogni punto debole.”
L’impatto delle indagini è stato chiaro. Favori e intimidazioni si intrecciano in un groviglio di attività illecite, dove gli uomini del clan gestivano bar e distributori automatici senza autorizzazioni, danneggiando gravemente l’ASL. “Non si fermano davanti a niente”, ha testimoniato un dipendente, “minacciavano chiunque si opponesse.”
Ma le infiltrazioni non si limitano a ben più prosaici commercio e soperchieria. Attraverso complici nell’ambito sanitario, il clan orchestrava ricoveri pilotati e rilascio di certificati medici falsi. Un ex paziente ha raccontato una storia sconcertante: “Ho visto con i miei occhi un operatore piegarsi alle pressioni. Non era un’eccezione.”
Il disegno criminoso si estende a frodi assicurative, dove incidenti stradali simulati alimentavano ulteriormente le casse del clan, con medici compiacenti pronti a compilare perizie mendaci. “Eravamo a conoscenza di questi lati torbidi, ma farci qualcosa era impossibile,” ha commentato un avvocato del posto, scosso dalla rivelazione.
E tra gli indagati figura anche un avvocato, accusato di essere l’anello di congiunzione tra il clan e il mondo legale. “Si è sempre trattato di una rete complessa,” ha dichiarato un investigatore, “questo professionista ha facilitato operazioni illecite e favori che andavano ben oltre la professione.”
Sotto gli occhi di una Napoli che fatica a liberarsi dall’ombra della criminalità, resta la domanda: come si può spezzare un sistema che si è insediato così profondamente? Ai lettori l’ardua sentenza, tra indignazione e desiderio di giustizia.