Napoli in lutto per la morte di Vincenzo D’Agostino, il “Mogol dei neomelodici”
Napoli – Vincenzo D’Agostino, noto come il “Mogol dei neomelodici”, è deceduto ieri all’età di 64 anni. La sua scomparsa è avvenuta dopo una lunga battaglia contro un tumore ai polmoni e le conseguenze di tre infarti, che avevano compromesso un fisico già provato da una vita intensa. La città, che aveva programmato un grande evento in suo onore, non è riuscita a dargli l’ultimo saluto.
Per onorare la sua carriera, la figlia Melania e amici avevano organizzato un concerto, previsto per il 3 aprile presso il Palapartenope. L’evento ha registrato il tutto esaurito in sole tre ore, ma ora, a causa della tragica scomparsa, si trasformerà in un memoriale.
Un tributo alla carriera
Il concerto, intitolato “Stasera t’aggia dicere na cosa”, richiamerà sul palco diversi artisti di spicco della musica partenopea, tra cui Gigi D’Alessio, Sal Da Vinci e molti altri. Nonostante le sue gravi condizioni di salute, l’annuncio della scaletta era stato pensato come un modo per sollevargli il morale. La serata, ora confermata, si configurerà come un tributo alla sua arte.
Una carriera tra sceneggiata e pop
D’Agostino ha segnato la musica napoletana dagli anni Ottanta, collaborando con artisti come Carmelo Zappulla e divenendo il principale paroliere di Gigi D’Alessio. Tra i suoi brani più iconici figura “Cient’anne” (1992), simbolo del passaggio tra Mario Merola e D’Alessio.
La sua penna ha dato vita a numerosi successi che hanno segnato la cultura musicale italiana, come “Non dirgli mai” e “Rossetto e caffè”, quest’ultima interpretata da Sal Da Vinci. D’Agostino si distinse per la sua capacità di scrivere per vari artisti, unendo narrazione e melodia in maniera diretta e accessibile.
L’arte dell’ascolto
Ricordando la sua creatività, D’Agostino affermava di ispirarsi alle storie che raccoglieva al “bar delle cofecchie” di Porta Capuana. Lì, attraverso conversazioni quotidiane, trasformava emozioni e esperienze di vita in liriche. Negli ultimi tempi, aveva notato un cambiamento nei modi di comunicare, riflettendo sulla differenza tra il suo tempo e l’epoca contemporanea.
Il cordoglio dei colleghi
La notizia della sua morte ha suscitato grande tristezza nel panorama musicale. Gigi D’Alessio, con cui D’Agostino ha condiviso un legame trentennale, ha descritto il collega come un “vero poeta della porta accanto”. Altri artisti, come Franco Ricciardi e Gianni Fiorellino, hanno condiviso il loro ricordo, sottolineando l’importante eredità lasciata dal maestro, che ha influenzato e ispirato diverse generazioni.
Le indagini riguardanti le cause del decesso e i preparativi per il memoriale sono in fase di definizione, mentre la città di Napoli si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi più grandi artisti.